Introduzione:
Il caso studio riguarda il sopralluogo e successiva perizia con coordinamento del laboratorio LAB-laboratorio Bellunese di Daniele di Benedetto in ambito degrado per corrosione. Si tratta di valutare le anomalie di spessore di corrosione su tiranti interrati per edilizia (foto 2). Il cliente ha necessità di rivedere le modalità di costruzione ed installazione dei tiranti e vuole evitare collassi strutturali non previsti e prematuri.
Discussione:
Il cliente ha fornito tutta la documentazione necessaria rispetto al materiale acquistato, anno di installazione dei tiranti oggetto di indagine, dettagli descrittivi ed evidenze di come i tiranti fossero installati. I tiranti sono costruiti con aste in acciaio zincato, infisse nel terreno per una lunghezza approssimativa di 1,5 m, e collegati ad un elemento di ancoraggio interrato costituito da una piastra circolare in calcestruzzo armato. Durante il sopralluogo si è notata una simmetria nel fenomeno rispetto alla zona di installazione dei tiranti maggiormente danneggiati: il sito è caratterizzato dal passaggio della linea ferroviaria convenzionale in corrente continua e dalla linea ad alta velocità in corrente alternata. Nella zona sud del sito, vicino alle linee ferroviarie, tutti tiranti riportano uno minore stato di degrado con corrosione uniforme nello spessore dell’asta interrata, non sono presenti rotture. Per contro, in tutti quelli nella zona nord, lo stato di degrado è avanzato e non uniforme lungo l’altezza dell’asta interrata, (foto 1 e 2). I tiranti nelle zone est ed ovest risultano in uno stato di degrado intermedio. Da notare che la parte non interrata risulta perfettamente integra. Le ipotesi da verificare a questo punto sono: fenomeni di corrosione sito-specifici legati alle caratteristiche del terreno oppure correnti disperse legate al passaggio della linea ferroviaria convenzionale, con la zona nord come anodo sacrificale del circuito SUD-NORD avente una differenza di potenziale rispetto al passaggio di corrente nel terreno che risulta a contatto con il metallo.
Si procede quindi per esclusione tramite il supporto di LAB. Sui campioni prelevati, si è proceduto a verificare la perdita di zinco e la natura della riduzione del diametro dei campioni prelevati a diverse altezze tramite procedura di «Flow Assessment», (foto 3÷7), ovvero sezioni metallografiche trasversali atte a valutare lo spessore e la natura del prodotto di corrosione. Il profilo di perdita di spessore è stato confrontato con gli standard specifici di riferimento per le costruzioni in acciaio. L’assenza di elementi esogeni all’interfaccia tra metallo ed il tipo di prodotto di corrosione esclude la corrosione dovuta fenomeni sito-specifici. Data la morfologia della corrosione nelle aste a NORD e la sistematicità del fenomeno, l’unica ipotesi valida riguarda le correnti disperse, dove la collaborazione tra ATCS e LAB può proporre consulenza e strumentazione in campo per misurare la resistività del terreno, la misura di potenziale struttura metallica vs terreno con registrazione nel tempo di variazioni di potenziale tra zona SUB e NORD.
Lo scopo reale del cliente è sicuramente capire il fenomeno ma soprattutto riprogettare i tiranti con un’adeguata protezione cosi da non incorrere nel fenomeno. ATCS ha supportato anche questa fase.
Conclusione:
L’intervento è stato richiesto riguarda la comprensione dei potenziali fenomeni di corrosione potenzialmente concorrenti in un caso difficilmente mappabile e correlabile con la classica strumentazione di laboratorio. In questo caso il sopralluogo è stato illuminante ed ha dato gli spunti per costruire il nesso causale e portare, come conclusione richiesta dal cliente, una soluzione pratica per proteggere le struttura in via di nuova ingegnerizzazione.





